29 gennaio 2026

Heart icon Una visita fuori dall'ordinario per il Dottor Apollo

Oggi, nel reparto oncologico, ho modo di interagire nella stanza di Sveva, 16 anni.
Gli adolescenti non sono persone semplici con cui lavorare.
Sveva è in stanza con suo papà, un uomo alto e elegante dalla chioma canuta, senza un capello fuori posto.

Abbiamo ricevuto la disponibilità a lavorare da parte della ragazza, ma nella dinamica si avverte una certa resistenza. Il papà è molto serio e sembra poco collaborativo, nonostante non ostacoli il nostro lavoro.

Al termine dell’intervento, visto che la ragazza frequenta un liceo scientifico, mi lancio in un paio dei miei temi legati alla chimica e all’astrofisica.
Allora succede qualcosa di imprevisto.
Il papà, con gentilezza, aggiunge un particolare importante legato al deuterio e alla tavola degli elementi.

Questa cosa mi sorprende molto e gli chiedo se sia un chimico.
“No, è un fisico nucleare LNGS”, risponde.

È per me un’occasione preziosa: racconto in 30 secondi perché propongo questo tipo di argomenti.
Gli chiedo se può regalarmi un argomento interessante rispetto alla sua competenza, e mi parla della radiografia muonica su cui ha lavorato.
Un argomento molto interessante.

Ancora più interessante è il cambiamento che riscontriamo nella collega.
Da che aveva un aplomb inespugnabile, si apre, inizia a sorridere e a collaborare con noi.

Appena ha una pausa, torno sulla ragazza per chiedere come si sente con un papà così.
Lei ha modo di dire delle cose che mi appaiono significative nella relazione e nel suo percorso di studi.

Salutiamo, portando a casa una gerla piena.

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