26 marzo 2026

Heart icon La Dottoressa Bonsai e le tasche piene di sogni curiosi.

Anna (nome di fantasia) ha 4 anni. È una bambina davvero forte: cerca di superare il dolore dell’intervento che ha subito da qualche giorno con la voglia di giocare.

Ci incontriamo in sala giochi, dove preferisce stare anche se è attaccata alla piantana di infusione.

I suoi capelli sono cortissimi; il viso e le braccia sono tutti dipinti con bellissimi disegni colorati, fatti da mani esperte che, il giorno prima, erano venute a dipingere i bambini in reparto.

Il viso rotondo e gli occhi che vedono oltre… Cerca curiosa nelle mie tasche stimoli per sognare.

Tiro fuori le mie nuovissime “kashaka shaker”, strumenti di percussione fatti con due palline legate da un filo, un paio per mano. Alla ricerca della bossa nova arriviamo, al massimo, al rumore di una semplice maracas, suonata dalla maestra di musica delle elementari, lontane miglia dal Sud America e dal suo ritmo.

Non importa: abbiamo tempo. E il papà di Anna si incuriosisce e vuole assolutamente suonare anche lui.

Cerchiamo dei tutorial su YouTube, ma sembra difficilissimo e, come per le cose importanti, ci vogliono tempo e passione.

Nel frattempo, se qualcuno impara a suonarli prima di me, per favore contatti Fondazione Theodora per dare lezioni urgenti alla Dottoressa Bonsai.

Insomma, il “kashaka shaker” è divertente per chi lo suona e poco importa se bene o male.

Ecco, lo sapevo: arriva Brandy e ruba la scena. Anna si rapporta con lui come se parlassero la stessa lingua, quella della pigrizia e delle coccole, meglio se in testa. Le piace che Brandy le faccia i grattini sulla testa, e si lasciano andare a un lungo momento fatto di grattini, rumori e piacevoli scambi di coccole e massaggi.

In quel momento il tempo si è fermato. Non so quanto siano stati lì insieme, lasciando che i gesti seguissero i battiti del cuore, lenti e carichi di emozione.

Il papà, attratto dalla bellezza, dalla semplicità e dalla complicità tra Anna e Brandy, ha immortalato – come vedete – un attimo di gioia infinita.

Istituto dei Tumori, un lunedì di primavera.

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