30 aprile 2026
Il ponte dei sogni
Noi, Dottor Sogni, sempre alla scoperta di emozioni nuove e di sogni, ieri…
Francesca e Lea (nomi di fantasia) si trovano in una stanza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, divisa in tre letti. Il terzo letto è occupato da un ragazzo di vent’anni, impegnato con il suo cellulare.
Francesca ha un mutismo selettivo, ma a noi sorride. Lea, invece, è una bambina vivace e solare. Le due non si conoscono e, per un po’, restano in silenzio: niente parole, né giochi.
Io e la Dottoressa Wow ci lanciamo sguardi, alla ricerca di un’idea. Entrambi, senza bisogno di dircelo, desideriamo che le due bambine si incontrino, si avvicinino, magari diventino amiche. Ma come fare?
Mi viene un’idea: costruire un ponte tra i due letti usando due palloncini lunghi. Ed ecco che gli sguardi cominciano a moltiplicarsi: per quattro, per sei… ma soprattutto per due.
Le bambine iniziano a guardarsi. E poi, a sorridersi. Non importa se non ci sono parole: i sorrisi bastano.
La mia collega, con la sua brillante creatività, fa viaggiare da un letto all’altro una paparella con le ruote, che diventa una postina speciale per consegnare messaggi.
La prima domanda è:
– Quanti vestiti hai?
Francesca risponde:
– Nove.
E poi via, con altre domande, curiosità, piccoli frammenti di conoscenza che iniziano a tessere un legame tra loro.
E noi… noi, che manco ci rendiamo conto della magia che sta accadendo tra loro, continuiamo a fare i postini e i Dottor Sogni, dividendoci tra adulti e bambini.
Alla fine, il ponte rimane lì, a testimoniare quello che è successo. Noi usciamo dalla stanza, immaginando cosa potrebbe accadere dopo.
Non lo sapremo mai…
Ma qualcosa di importante è successo. Lo sentiamo anche oggi, il giorno dopo, mentre viviamo ancora di quel breve e bellissimo ricordo.
Io e la Dottoressa Wow lavoriamo insieme da anni. Non abbiamo bisogno di dirci molto. Apriamo il cuore, ci proteggiamo l’un l’altro, non ci giudichiamo mai.
E proprio dentro questa leggerezza, dentro questo amore per noi stessi e per il prossimo, nascono emozioni.
Emozioni che forse si dimenticano…
ma che, in realtà, crescono dentro di noi.