26 marzo 2026
La Dottoressa Bonsai racconta l'HCIM
L’attenzione al benessere emotivo dei bambini, accanto a quello clinico, è oggi sempre più centrale nella cura pediatrica. In questo contesto si inserisce l’Healthcare Clowning International Meeting (HCIM) 2026: dal 10 al 13 marzo professionisti provenienti da tutto il mondo si sono riuniti a Losanna per condividere esperienze, ricerche e visioni sul ruolo della clownterapia nei contesti di cura (GUARDA QUI il video dell’evento). A raccontarci questa esperienza è la Dottoressa Bonsai di Fondazione Theodora, che in questa intervista condivide riflessioni, apprendimenti e prospettive emerse durante il meeting.
Cosa ti ha spinto a partecipare all’HCIM 2026?
Ho deciso di partecipare al HCIM 2026 perché rappresentava un’occasione unica di confronto tra 600 partecipanti: artisti, medici, ricercatori e professionisti del settore artistico e sanitario. È stato un evento straordinario, ricco di idee e contenuti, capace di aprire nuove prospettive sul futuro del nostro lavoro.
Quale sessione della conferenza ti ha lasciato gli spunti più preziosi?
Sicuramente le conferenze sono state la parte più innovativa del meeting. Sono rimasta profondamente colpita dalle ricerche presentate, come lo studio biennale condotto dai medici ricercatori e dai Dottor Sogni di Fondazione Theodora Svizzera, guidati dalla Dott.ssa Solange Denervaud del Centro di Biomedica dello Sviluppo Cognitivo dell’Università di Losanna. Lo studio, basato su immagini cerebrali e osservazione dei movimenti dei bambini e dei Dottor Sogni, ha dimostrato chiaramente quanto l’interazione empatica, il gioco e le emozioni positive possano influenzare fisicamente i bambini: riducono i livelli di cortisolo, modificano il battito cardiaco e aumentano l’apporto di ossigeno al cervello, creando un vero e proprio circolo di benessere psicofisico. Questa evidenza scientifica offre una prospettiva totalmente nuova sulla figura del clown sanitario, che non solo modifica lo stato emotivo dei bambini, ma anche quello fisico durante procedure invasive e visite mediche.
Com’è stato confrontarti con professionisti della clownterapia provenienti da tanti Paesi diversi?
Un altro insegnamento prezioso è stato confermare che la lingua non è l’unico modo di comunicare. L’incontro tra persone diverse richiede amore, curiosità e volontà di conoscersi. L’energia vibrante tra i partecipanti, uniti dalla stessa visione del futuro della cura attraverso l’arte e la gentilezza, è stata semplicemente straordinaria.
C’è una nuova “sfumatura” della Dott.ssa Bonsai che vedremo nelle stanze d’ospedale?
Un personaggio con anni di esperienza e una forte personalità artistica può sempre arricchirsi di nuove sfumature. Nel caso della Dottoressa Bonsai, la musica, la voce e il ritmo la riportano alle sue origini brasiliane, quando iniziava come ballerina. Porterò con me la voglia di esplorare ulteriormente strumenti di percussioni, potere della voce e dei suoni, ampliando il mio linguaggio artistico e terapeutico.